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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Cani piccoli e cani grandi...

Napoleone a quattrozampe

I cani piccoli sono gelosi dei giganti e per questo si fanno sentire

cani-piccoli-vivono-più-tempo1 1Le statistiche confermano, stavolta all’unisono, che nelle famiglie italiane i gatti superano i cani. Il motivo è scontato: il micio si arrangia da solo, va a spasso da solo, sta tranquillo anche se lasciato in casa da solo per tutto il giorno e raramente si vendica con scarpe nuove, piante e telecomandi. Eppure qualche gattone dal comportamento anomalo c’è, alcuni manifestano perfino un attaccamento morboso nei confronti del bipede che se ne prende cura. Il cane, invece, quasi sempre vive per il proprietario, tende a fare ciò che gli si chiede di fare e se qualche volta prova ad imporre la propria volontà se ne pente subito e trova la maniera più efficace per chiedere perdono. Se arriva un bimbo in famiglia si trasforma in babysitter, se un componente della famiglia è malato assume il ruolo di infermiere personale, per quanto possibile. I cani piacciono praticamente a tutti, ma se si decide di accoglierne uno la prima decisione da prendere è la più importante e riguarda la taglia. Grande o piccolo?

Lo spazio detta le regole e sarà per questo che i cani di taglia piccola sono in netto aumento. Il cagnolone gigante è sempre un tenerone attiracoccole e lo dimostra soprattutto quando, trovandosi in spazi pubblici angusti, ad esempio le corsie di un negozio, si guarda attorno con gli occhioni attenti, concentrato nel tenere a bada la propria mole per evitare di combinare guai. Ma i piccoletti sono un vero spasso. Soprattutto se uno di loro incontra un cagnolone. Più sono piccoli e meno paura provano, anzi. Abbaiano senza sosta finché quello che per loro è un gigante non dimostra di essere buono e abbassa il muso verso di loro per salutarli e per tranquillizzarli. Così sarebbe la realtà, ma loro la vedono in maniera diversa. Credono di aver messo in mostra la propria forza e dichiarato il proprio coraggio: «Sarò anche una briciola di pelo in confronto a te ma non ti temo, quindi rispettami». Cosa sarebbero gli incontri canini per le strade senza scene di questo tipo? E come mai capita di rado che un cane di taglia piccola tiri dritto senza voltarsi quando s’imbatte in un simile di taglia grande? La risposta è stata trovata dagli studiosi dell’Università di Sydney che hanno esaminato il comportamento di oltre 8.000 cani provenienti da tutto il mondo e appartenenti a 80 razze diverse. Basandosi soprattutto sui resoconti che i proprietari hanno compilato descrivendo l’atteggiamento del proprio amico quattrozampe in varie situazioni quotidiane, i ricercatori australiani hanno scoperto che certe caratteristiche fisiche sono collegate a determinati comportamenti. In particolare ne è risultato che più il cane è basso, più è difficile gestirlo e questo dipende anche dal fatto che ai piccoletti si tende a darle tutte vinte, tollerando atteggiamenti che nei cani grandi vengono smorzati sul nascere: se un birbantello piccolo abbaia e tira il guinzaglio lo si prende in braccio e si prosegue la passeggiata tra le risate, se lo facesse un cagnolone la gente si terrebbe a debita distanza. Ma oltre al fatto dell’essere viziati, gli studiosi dichiarano che anche ai cani può essere attribuita la sindrome dell’uomo basso, meglio conosciuta come Complesso di Napoleone: si soffre la competizione con uomini più alti e questo provoca gelosia e conseguente aggressività e ricerca della competizione. Lo stesso varrebbe per i cani. E in effetti tutto torna.  (Rosmeri Marcato)