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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Cultura

Chioggia, città dell’Armonia, celebra il suo compositore

500° della nascita di Gioseffo Zarlino

Al via dal 10 giugno un fitto programma di concerti ed eventi

ZARLINO-ritrattoGioseffo Zarlino è nato a Chioggia cinquecento anni fa e la sua città è pronta a rendergli l’onore che merita. Da un anno e oltre fervono i preparativi nel cantiere creativo composto dall’Associazione lirico musicale clodiense, l’Associazione Banda musicale cittadina e la Fondazione Clodiense con il patrocinio del comune di Chioggia, e finalmente  tutto è pronto per iniziare. Sabato 10 giugno alle ore 20.45,  nella splendida cornice della chiesa di Santa Caterina, il programma delle celebrazioni in onore di Zarlino prenderà il via nel modo più solenne con un concerto di musiche zarliniane e di altri autori del ‘500 intitolato “L’armonia meravigliosa -  concerto per soli, cori e strumenti antichi”, eseguito dall’Ensemble “Schola San Rocco” e diretto dal maestro Francesco Erle. Sarà il primo appuntamento di un ampio programma  di celebrazioni organizzato tra Chioggia, dove Zarlino è nato nel 1517, e Venezia, dove è morto nel 1590,  e che vede coinvolte anche prestigiose istituzioni veneziane: il Conservatorio Benedetto Marcello, la Fondazione Ugo e Olga Levi, la Fondazione Teatro La Fenice, la Fondazione Giorgio Cini e la Cappella Marciana. In città, a partire da giugno sarà possibile visitare la mostra dal titolo “Gioseffo Zarlino e il legame con la sua città natale”, un originale percorso, visitabile fino a tutto gennaio 2018, dislocato su più sedi: la biblioteca civica Sabbadino, il Museo Diocesano e la Collezione privata dei Padri Filippini, dove saranno esposte edizioni antiche delle opere del compositore chioggiotto insieme ad altre stampe del Cinque-Seicento. Nel frattempo è in corso sul settimanale diocesano “Nuova Scintilla” la pubblicazione di una serie di articoli sulla grande tradizione musicale a Chioggia dal XIV al XVII secolo, nel cui contesto va vista anche l’esperienza del nostro grande sacerdote e musicista, che fu cantore e organista nella cattedrale di Chioggia prima di passare a Venezia; serie che avrà un punto culmine proprio nella sintetica biografia dello Zarlino.

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Inno a papa Francesco

Un canto composto da due vecchi amici chioggiotti

canto a francesco bisDa diversi anni, due vecchi amici d’infanzia si dedicano con passione alla composizione di inni musicali: uno prepara i testi, l’altro dà ad essi un tessuto sonoro. Ne hanno già composti parecchi. Il più eseguito, in città, è senz’altro quello dedicato al Venerabile Padre Raimondo Calcagno, ma poi sono seguiti quelli con dedica al Servo di Dio Padre Emilio Venturini (pure questo cantato mensilmente nella basilica di San Giacomo dalle suore della Congregazione da lui fondata), ai Donatori di sangue, al Carabiniere, alla Madonna del Refugium peccatorum, alla Beata Maria Bolognesi, alla Beata Suor Maria Pia Mastena, ai Padri Cavanis, alla Marina militare, a don Italo Fantoni dell’Oratorio salesiano, agli Eroi morti in guerra, ecc.

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Le norme sinodali del vescovo Francesco Grassi (1639 - 69)

LA TRADIZIONE MUSICALE A CHIOGGIA (sec. XIV-XVII) - VI

Grande cura profusa per l’esecuzione della musica sacra anche nella nuova cattedrale

sinodo-grassi-1648In riferimento ai tre preziosi corali della fine del XV secolo, un documento indicativo dell’importanza e della cura che veniva assegnata al canto gregoriano e quindi anche al canto della Liturgia delle ore nella cattedrale clodiense può essere – per quanto risalente a un periodo successivo – in modo particolare il Sinodo del vescovo Francesco Grassi celebrato nel 1648, proprio nell’anno della riapertura della cattedrale al culto, che avvenne ad opera dello stesso vescovo nella solennità dell’Assunta, il 15 agosto.  Anche nella nuova cattedae infatti si poneva molta cura all’esecuzione della musica sacra. Ma quel suo primo Sinodo venne celebrato poco prima della riapertura, dal 2 al 6 giugno, nella chiesa cittadina di San Giacomo (nell’edificio precedente all’attuale), che fungeva provvisoriamente da cattedrale. Le varie modalità ed esigenze nell’ambito della musica sacra vennero definite e codificate in alcune norme che rivelano la particolare attenzione e l’importanza attribuite dall’autorità ecclesiastica al canto e alla musica sacra, in modo speciale per quanto riguardava l’esecuzione durante la liturgia nella chiesa cattedrale, sia per la Santa Messa sia per l’Ufficio divino. Sintetizziamo le principali disposizioni al riguardo.

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