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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Jacopo da Bologna e Nicolò Fragerio

LA TRADIZIONE MUSICALE A CHIOGGIA (sec. XIV-XVII) - VII

I personaggi. Musicisti eminenti nella nostra città

Jacopo-da-BolognaIn questa seconda parte del nostro studio proponiamo una rassegna dei musicisti eminenti che nacquero e/o operarono a Chioggia nei secoli XIV-XVII.

1. Jacopo da Bologna, nato a Bologna prima del 1340. In Chioggia troviamo come cantore, nel 1376-77, un Pre Jacopo da Bologna che, nella più prudente delle ipotesi – posto che il più famoso musicista sia morto nel 1360, come ritengono alcuni -, ne sarebbe almeno un omonimo e conterraneo. Jacopo fu attivo a Verona (corte di Mastino II della Scala), poi a Milano (corte di Luchino Visconti e di Galeazzo II). In realtà, non è del tutto peregrina l’ipotesi che egli stesso possa essere passato anche per Chioggia, dovendosi ritenere, in base a più recenti documenti, che il famoso Jacopo possa essere vissuto anche oltre il 1380: di fatto, è attestata la presenza di un certo Jacopo da Bologna  nel 1373 a Firenze e di un medesimo Jacopo (Jaquet de Bolunya, civitatis Bononiae) dal 1378 (dunque, esattamente dopo un eventuale pur breve servizio come esperto cantore a Chioggia) fino al 1386 in Spagna come “ministro del salterio” alla corte di Pietro III di Aragona. Jacopo da Bologna si inserisce, tra i primi e più famosi esponenti, nella corrente musicale nota come Ars nova italiana. È noto soprattutto per i suoi madrigali, ma compose anche numerose cacce. Il suo madrigale Non al suo amante, scritto intorno al 1350, sarebbe l’unica composizione del tempo su testo di Petrarca. Lo stile di Jacopo era noto per la dolcezza e la linearità delle melodie, la varietà del ritmo e il sottile gusto armonico. Tra le sue composizioni si conservano madrigali a 2 e 3 voci, una caccia, un mottetto e una lauda. Il suo più famoso madrigale è Fenice fu’, scritto intorno al 1360. Egli è ben presente nel Codice Squarcialupi, grande collezione di opere musicali del XIV sec., già posseduto dai Medici; 28 delle sue composizioni si trovano infatti in quel codice che rappresenta la principale fonte di documentazione relativa ai compositori dell’Ars nova italiana. Oltre alle composizioni musicali, Jacopo da Bologna scrisse (o almeno gli è attribuito) un breve trattato di teoria musicale, L’arte del biscanto misurato.

2. Nicolò Fragerio (Frigerio o Frangens) da Leodio (da Liegi), “cantor”, proveniva dalla stessa città del più noto Johannes Ciconia, che fu molto attivo a Padova dal 1401 alla morte (1411) e di cui seguì in qualche modo le orme italiche. Nato probabilmente a Liegi da un certo Simone, non si hanno notizie di lui fino al 14 febbraio 1407 quando Nicolò è presente fra i mansionari della Collegiata di Cividale del Friuli, dove rimane fino al settembre 1411 (nel 1409 è probabile abbia servito la cappella di Papa Gregorio XII, che era presente in quella città per il Concilio), quando diviene cantore e mansionario della cattedrale di Treviso per circa un anno; è di nuovo a Cividale come mansionario fino al 1418. Il 29 (o il 23, secondo altri) dicembre 1419 assume servizio presso la cattedrale di Chioggia, con il compito di “insegnare a cantare e biscantare” a tutti i chierici che vorranno imparare; ma già nell’aprile del 1421 lo si ritrova a Cividale, dove diventa canonico del capitolo e titolare della chiesa di S. Maria in Curia. Nicolò da Liegi mori nella città friulana prima del 21 marzo 1433. È probabile che sia lui l’autore del mottetto Argi vice Polyphemus - Tum Philemon rebus paucis conservato in un codice del Seminario di Aosta (Ms. 15, già A 1 D 19) e composto per l’elezione al pontificato di Giovanni XXIII nel 1410.

(7. continua)

V. Tosello

Nella foto: Jacopo da Bologna.