www.nuovascintillla.com

Switch to desktop

L’organo della cattedrale

LA TRADIZIONE MUSICALE A CHIOGGIA (sec. XIV-XVII) - IV

Preziosi e prestigiosi strumenti dal XIV secolo ai giorni nostri

organo-duomoNon si conosce il nome del costruttore del primo organo di cui si ha notizia certa dell’esistenza nella cattedrale di Chioggia, quello cioè fatto acquistare con delibera del 1391. Né si conoscono dettagli sugli strumenti che – secondo I. Tiozzo - pare fossero già in dotazione alla cattedrale prima di questo nuovo acquisto. Abbiamo invece dati più precisi per il periodo a cavallo tra il XVI e XVII secolo, l’epoca che potremmo definire aurea dell’attività musicale a Chioggia. È del 1582-83 un documento che parla di un ampliamento dello strumento in dotazione alla cattedrale con l’aggiunta di una “muda di tromboni”. Probabilmente è lo stesso strumento ancora in dotazione alla cattedrale nel primo quarto del 1600 (prima del drammatico incendio dell’edificio sacro avvenuto nella notte di Natale del 1623): si trattava di un prestigioso organo del costruttore bresciano Giovanni Battista Facchetti, strumento ritenuto – secondo alcune testimonianze – “uno dei tre più famosi d’Italia”.

L’organo era collocato a un lato del coro (allora posizionato in senso inverso, a ovest), mentre sull’altro lato si trovava il pulpito.  Dopo la ricostruzione del tempio, ad opera dell’architetto veneziano Baldassarre Longhena, la chiesa, riaperta al culto nel 1648, venne dotata di un organo più modesto, di non precisata fattura, collocato provvisoriamente in coro. Lo strumento venne sostituito nel 1664 da uno più consistente, ad otto registri, costruito dal famoso organaro veneziano Francesco Maggini di San Vidal: fu sistemato, con relativa cantoria, sopra l’ingresso principale. L’allestimento dell’organo costò 4.340 lire; il costo del lavoro finito, compresi il ballatoio, la cassa armonica e l’attuale cantoria (costruite da Bortolo Faccini di San Pantalon) ammontò alla cifra di 8.000 lire. Oltre un secolo dopo si pensò ad un nuovo strumento più adeguato alla sensibilità musicale liturgica del tempo e più completo: ne venne affidata la costruzione al famoso organaro veneziano Gaetano Callido. La cattedrale di Chioggia venne dunque dotata, nel 1788, di un “organo doppio” a 35 registri: si tratta dello strumento elencato nelle “tavole” del Callido con i nn. 244-245. Sul prestigioso organo callidiano, tuttora funzionante, sono stati eseguiti numerosi interventi di generale manutenzione o di restauro (1809, 1830, 1842, 1861, 1869, 1899); di particolare rilievo e incidenza furono i restauri eseguiti nel secolo scorso, il primo da parte della ditta padovana Domenico Malvestio (1909), il secondo da parte della ditta Fratelli Ruffatti, sempre di Padova, che elettrificò lo strumento e modificò struttura e posizione della consolle (1963).

In seguito all’installazione di un impianto di riscaldamento negli anni ‘70 e poi, ancor di più, come conseguenza del crollo della volta sud del transetto (14 settembre 1988), che sollevò un’intensa nube di polvere diffusasi per molti giorni in tutta la chiesa, lo strumento smise praticamente di suonare nell’autunno del 1988. L’intervento radicale di restauro, che ha riportato l’organo alla struttura meccanica originaria, pur con alcuni necessari aggiornamenti, è stato eseguito a partire dal settembre 2001 dalla ditta Francesco Zanin di Codroipo, che ha trasportato tutto il materiale nel proprio laboratorio e l’ha poi reinstallato in sede nei primi mesi del 2005: l’inaugurazione dello strumento radicalmente rinnovato (definibile, ormai, “Callido-Malvestio-Zanin”) è avvenuta la domenica 10 aprile del 2005 con la messa solenne celebrata dal vescovo mons. Angelo Daniel e il successivo sabato 16 aprile con il concerto tenuto dal prof. Francesco Finotti.

Per la storia dell’organo della cattedrale e degli altri della città  e per altre note di storia e scienza organaria rinviamo al libro: Vincenzo Tosello – Carlo Oro, L’organo della cattedrale di Chioggia, ed. Nuova Scintilla, Chioggia 2005, pp. 88.

(4. continua)

V. Tosello 

nuovascintilla editrice

Top Desktop version