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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Gli organisti

LA TRADIZIONE MUSICALE A CHIOGGIA - III

Anche G. Diruta nella nostra cattedrale

il-transilvanoPer quanto riguarda gli organisti della cattedrale di Chioggia, compito che venne più chiaramente distinto da quello di maestro di coro, come abbiamo detto, nella seconda decade del sec. XV, questo risulta l’elenco attualmente disponibile (in grassetto i nomi più prestigiosi) - dalla fine del XIV secolo agli inizi del XVII - includendo anche i primi maestri di musica, cui spettava forse il duplice compito:

1357: Magister Michele Musicus

1395: Pre Antonio Cavazzino, canonico clugiense

1419: Pre Nicolò Fragerio de Leodio (da Liegi) (ne parleremo specificamente).

1420: Fra Piero de Venero, frate minore

1421-1440: Nicolò Cavazzino (probabilmente parente di Antonio, citato in più documenti)1

1487: Maestro Gregorio di Piero2

 

1488-1497: Fra Zuan, priore di S. Nicolò (ducati 12)

1501-1512: Maestro Nicolò Mezanita

1513-1521: Pre Vincenzo de Michieli (ducati 27 annui, con contratto quinquennale)3

1523: Maestro Lucha organista (ducati 11)

1525-1534: Fra Lisandro de Lamieri

1536-1537: Marcho Antonio da Urbin (Cavazzoni) suonatore4  - (ne parleremo più avanti)

1538: Pre maestro Zorzi Dalabacho organista

1538: Pre maestro Francesco Missett, maestro francese organista

1539-1540: Pre Ioseph Zarlin (18 ducati annui) - (ne parleremo specificamente).

1541-1543: Missier Iseppo de Boi organista (30 ducati)

1548-1579: Zuan Paolo Molica suonatore d’organo5

1582-1583: Fra Ferdinando Martinengo (40 ducati, più l’abitazione)6

1584: Pre Agostino Corona organista (50 ducati)7

1590-1602: Fra Hieronimo di Rutta (Gerolamo Diruta) organista (primo pagamento: ducati 33 per 11 mesi; contratto successivo annuo per 50 ducati)8.

Note di approfondimento

1. Gli spettava un compenso di 70 dei piccoli con trattenute nel caso non suonasse in alcune circostanze dovute, a meno di responsabilità dei Procuratori per la mancata manutenzione dell’organo.

2. Nomina avvenuta con il consenso del vescovo: per il compenso di 30 ducati dovrà suonare l’organo in chiesa in ogni festa comandata e nelle vigilie, pena trattenute per ogni giorno di assenza; deve anche mantenere accordato (“inchordato”) l’organo a sue spese per tutto l’anno e alla fine del mandato lasciare lo strumento accordato.

3. Nomina documentata con il consenso del vescovo: deve suonare in tutte le feste e vigilie e tutti i sabati alla messa in cui si canta continuamente.

4. E’ lo stesso Marcantonio da Bologna detto da Urbino, padre del noto organista Girolamo Cavazzoni (1525-1560), cantore in S. Marco a Venezia con Willaert, organista e compositore di messe, inni e ricercari, oltre che delle prime “canzoni”: è infatti lo stesso Girolamo – ritenuto il principale rappresentante della musica organistica italiana prima di Frescobaldi - a sottoscriversi, nella dedica al card. Bembo,“figlio di  Marcantonio da Bologna detto di Urbin”. Vedi sotto: nota specifica.

5. E’ il “Paolo del Duomo di Chioggia” che concorse come organista a S. Marco il 12 luglio 1557 insieme a Claudio Merulo (il vincitore) e insieme ad altri otto, tra cui anche il noto don Florenzio Mascars.

6. Probabile parente del contemporaneo Gabriele Martinengo che fu dal 1566 al 1584 alla guida della cappella del duomo di Verona e della annessa Scuola degli Accoliti e poi si trasferì a Udine; sempre a Udine, a fine 1500, operava un altro Martinengo di nome Giulio Cesare, che nel 1609 succederà a Giovanni Croce come Maestro di cappella a S. Marco.

7. Frate dell’ordine della Carità di Venezia, oriundo da Treviso, nel 1579 fu maestro di cappella dell’Abbazia di S. Maria della Carità in Venezia; nel 1592 partecipò all’omaggio promosso da Matteo Asola per G.P. da Palestrina col salmo “Beati omnes” a 5 voci; due suoi madrigali compaiono nella raccolta “Diletti musicali” di A. Scaletta, 1594.

8. Di Rutta si allontanò senza preavviso nel giugno del 1593; passati due mesi il Consiglio comunale lo dichiarò decaduto dando facoltà ai Procuratori del Duomo di nominare un altro organista con minor salario, stanti le difficoltà economiche della Procuratia. Si tratta evidentemente di Girolamo Diruta il perugino: infatti, nella sua opera di didattica e tecnica organistica “Il Transilvano” compare sotto il nome dell’autore l’appellativo “organista del Duomo di Chioggia”; l’opera fu pubblicata nel 1597, ma nella ristampa del 1612 reca la data del 1593; si è osservata la stranezza che anche nel 1597 – quindi dopo che era stato dichiarato decaduto - comparisse il suo titolo di organista a Chioggia: si potrebbe dunque dedurre che era stato successivamente reintegrato (manca però in archivio il volume della Procuratia relativo a quell’ultima decade del ‘500). Secondo il Rossi-Scotti il Diruta sarebbe morto “maestro di Cappella a Chioggia” nel 1597; in realtà Diruta restò a Chioggia fino al 1602 per passare poi al Duomo di Gubbio dove esercitò la professione dal 1604 al 1610, anno dopo il quale non si hanno altre notizie. La data della morte è congetturata intorno al 1612-15 o addirittura al 1628.

V. Tosello - 3. continua

(nella foto: frontespizio del manuale “Il Transilvano” di Diruta che si qualifica “organista del Duomo di Chioggia”)