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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Battaglia... non conclusa

QUESTIONE GPL

La mancanza di autorizzazione paesaggistica ferma i lavori con obbligo di ripristino dei luoghi

gpl“Da sempre abbiamo forti dubbi sulla regolarità del Decreto interministeriale e abbiamo avviato varie segnalazioni agli enti preposti per sollecitare una presa di posizione in merito, auspicando che le loro siano affini a quelle dell’Amministrazione Comunale” spiega il sindaco Alessandro Ferro nella conferenza stampa di venerdì 5 maggio scorso in cui lo stesso ha annunciato che: “Attraverso il dirigente si sta preparando la documentazione per l’ordinanza di sospensione dei lavori dell’Impianto di GPL di Val Da Rio (nella foto lo stato dei lavori proprio al 5 maggio) a seguito di una nota della Soprintendenza che fa riferimento alla mancanza dell’autorizzazione paesaggistica”. “La nota - precisava il vicesindaco Marco Veronese - fa riferimento a quella del Comune di Chioggia prot. n. 11230, inviata in un esposto al nucleo Carabinieri per la tutela dei Beni Artistici e Culturali in cui si sottolinea da parte dell’Amministrazione Comunale l’assenza dell’autorizzazione paesaggistica per quanto riguarda la costruzione dell’impianto di GPL e anche alla simile nota della Regione.

Questa della Soprintendenza dice che, al fine dell’approvazione del progetto il Ministero dei Beni Culturali, non è stato mai coinvolto, come si sarebbe dovuto fare, neppure in sede di conferenza dei servizi e che l’impianto sussiste sulla laguna veneta e quindi deve sottostare alla legge speciale per Venezia 171/1973. Preso atto di ciò - continua il vicesindaco – la Soprintendenza di Venezia invita il Comune di Chioggia, qualora non l’avesse ancora fatto, di provvedere alla sospensione dei lavori di costruzione dell’impianto e a chiedere il ripristino o in alternativa di fare pagare le spese per rimettere l’area così come era prima, in base agli art.li 167/181 del decreto legislativo 42 del 2004. In seguito a questo – lo stesso conclude – il dirigente addetto sta preparando tutta la documentazione necessaria per bloccare i lavori”. L’ordinanza n. 95 è stata di fatto emessa a firma del dirigente Gianni Favaretto e dell’istrutto Massimo Perini, il 9 maggio con “l’ordine di rimessa in pristino dello stato dei luoghi”. La Costa Bioenergie ha tempo 120 giorni per eseguirla; è ammesso il ricorso al TAR entro 60 giorni o al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. In una sua nota il portavoce del Comitato NO GPL Roberto Rossi sottolinea: “È la vittoria di una città che in tutte le sue forme rappresentative ha sempre dichiarato la sua contrarietà al costruendo deposito per tutte le criticità riscontrate nell’iter autorizzativo, a partire dalla conformità urbanistica dell’area per arrivare alla mancanza dell’autorizzazione paesaggistica”. E continua: “La guerra non è ancora vinta, poiché la società muoverà sicuramente i propri uffici legali, ma è una battaglia vinta che ci permette di giocare in discesa la restante partita. Grazie a tutti i soggetti che si sono spesi per ottenere questo risultato: l’Amministrazione Comunale, il Comitato No GPL, le forze politiche, le associazioni di categoria, il Comitato per il rilancio del porto e tutti i cittadini che sottoscrivendo con oltre 13.000 firme la petizione promossa da noi hanno reso possibile questa vittoria”.

Nel consiglio comunale dell’11 maggio viene discusso, presentato dall’Amministrazione comunale, un ordine del giorno per chiedere al Ministero di non concedere la proroga dell’autorizzazione ministeriale che scadrà il prossimo 26 maggio 2017.

R. D.