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...Troppe mancanze!

QUESTIONE GPL

Nuovo esposto in Procura: si chiede di evitare di procedere alla proroga dei lavori

gpl-chioggiaIl Comitato No GPL mercoledì 12 scorso ha inviato un nuovo esposto alla Procura di Venezia, al NOE (Nucleo per la tutela dell’ambiente) e per conoscenza a tutti gli enti coinvolti nell’iter autorizzativo. Nell’esposto, che si aggiunge agli altri cinque, si chiede di evitare di procedere automaticamente alla proroga dei lavori senza aver prima fatto il punto della situazione alla luce di tutte le criticità emerse finora, in particolare per quanto attiene alla sicurezza e all’impatto ambientale. A due anni dall’inizio del cantiere, il prossimo 26 maggio scade il tempo concesso a Socogas per portare a termine tutti i lavori e non è stato ancora accertato se è stato chiesto il trasferimento in Val da Rio dell’attività di buncheraggio (deposito di oli per rifornire navi e motopescherecci di un porto) fatta fino ad oggi dalla ditta Costa ai Saloni, o si è chiesto di avviare una nuova attività di stoccaggio di GPL (deposito e smercio commerciale di gas per il riscaldamento delle abitazioni di tutta l’alta Italia), che è quello che vorrebbe fare a Chioggia Socogas.

Non solo. Nulla risulta essere stato fatto fino ad ora relativamente a quanto richiesto dalla Provincia prima e dalla Città metropolitana oggi per quanto riguarda la sicurezza. Secondo il Comitato No GPL in tema di sicurezza risulta agli atti solamente una comunicazione della ditta proponente con alcune indicazioni di massima sul traffico previsto e sulle caratteristiche delle navi che si prevede di far accedere. Nella nota del MISE, poi, inviata al Comune di Chioggia (e altri indirizzi), prot. MISE 36747 del 30/12/2016, si legge che la maggior parte degli interventi autorizzati ricadono su area privata interna alla cinta doganale e pertanto la mancanza della concessione demaniale non sembra riguardare la realizzazione dei lavori di costruzione del deposito; invece, dice il Comitato “come da corrispondenza ‘datata’ tra Agenzia del Demanio, MIT e Capitaneria del Porto di Chioggia, la maggior parte dei terreni interessati risultano in concessione ad ASPO (Azienda Speciale della Camera di Commercio di Venezia) e sono da considerarsi demaniali. Tant’è che ASPO viene invitata dal MIT a non firmare concessioni superiori a 4 anni mentre la stessa, al contrario, con atto notarile del 19/11/2013, ha concesso i terreni demaniali in sub-concessione alla Ditta Costa Bioenergie fino al 04/05/2049 per ben 36!”. L’Avvocatura Regionale sostiene con validi argomenti - sottolinea il Comitato nell’esposto - che il deposito di GPL sarebbe privo addirittura del permesso edilizio e paesaggistico! Dice Roberto Rossi portavoce del Comitato No GPL: “Mancano le autorizzazioni fondamentali, le stesse che invece sono richieste a tutti i semplici cittadini quando si costruisce nella gronda lagunare… anche se devono mettere una semplice tenda da sole” e invita quindi il sindaco “a fare finalmente le opportune verifiche al fine di sospendere i lavori al cantiere, perché - conclude - dobbiamo dire basta alle chiacchiere e ai continui rinvii, si dica finalmente la verità ed ogni ente cominci ad assumersi ciascuno le proprie responsabilità a partire dalle proprie competenze. Solo così l’impianto sarà chiuso”.

Il consigliere Daniele Padoan sottolinea in un comunicato della lista M5S: “Checché se ne dica, questa Amministrazione sta dedicando una parte molto rilevante di tempo ed energie per fermare la costruzione del mega deposito di GPL”. Il vicesindaco Marco Veronese assicura, poi nello stesso comunicato che: “Questa Amministrazione non permetterà che venga messo in esercizio un impianto senza che siano stati affrontati e risolti tutti gli aspetti relativi alla sicurezza dei nostri cittadini e non lascerà nulla di intentato per fermare il deposito di GPL”.

A tale proposito giovedì 13 aprile lo stesso vicesindaco ha incontrato, a Padova, i tecnici del Comitato Tecnico Regionale, cioè quell’organismo deputato a valutare tutti gli aspetti relativi alla sicurezza degli impianti a rischio di incidente rilevante, com’è il mega deposito di GPL. Nel corso dell’incontro è emerso che gli aspetti finora esaminati hanno riguardato esclusivamente l’impianto a terra e non hanno toccato gli aspetti relativi alla navigazione delle navi gasiere e il trasbordo del gas. Secondo i tecnici del CTR l’impianto non potrà entrare in esercizio se non saranno state analizzate dettagliatamente e ‘normate’ anche queste fasi, probabilmente le più critiche di tutto il ciclo, perché riguardanti mezzi in movimento in ambiente non facilmente controllabile, qual è l’acqua. Confermando così di fatto la condizione riportata dalla determina di non assoggettamento a valutazione di impatto ambientale n. 333/2015 dell’ex provincia di Venezia, che recita testualmente: condizionato all’approvazione da parte dell’autorità competente delle necessarie varianti conseguenti all’introduzione del traffico di navi gasiere alla struttura organizzativa e gestionale del porto, emergenti dal piano di sicurezza. Il vice sindaco Marco Veronese conclude: “Alla luce di quanto confermato nell’incontro di giovedì, convocheremo al più presto una conferenza sugli aspetti relativi alla sicurezza, con il coinvolgimento di tutti gli enti interessati, Città Metropolitana, Capitaneria di Porto e Vigili del Fuoco”.

R. D.

nuovascintilla editrice

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