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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Attesa per Acque Venete

Dissenso tra comuni sulla fusione tra Polacque e Centro Servizi Veneto

acquaIl progetto di fusione della società Polesine Acque con il Centro Veneto Servizi continua a trovare ostacoli sul suo cammino, in ritardo rispetto alle previsioni, sia per il parere contrario di tecnici del settore interessato che di diversi Comuni. Il problema principale sembra consistere nel fatto che le due aziende, che dovrebbero costituire la nuova società Acque Venete s.p.a., hanno lo stesso fatturato, ma che i padovani del CVS controllerebbero il 77,58%. Nella nuova società, quindi, il Polesine, Cavarzere compreso, conterebbe pochissimo, cioè il 22,42%, il che causa molte incertezze. I soci attualmente proprietari di Polacque sono 52 (Cavarzere e Castagnaro inclusi), ma pochi Comuni (poco più di una decina) hanno sinora dato assenso alla fusione, mentre gli altri Comuni, tra cui molti contrari o dubbiosi, non hanno ancora convocato il Consiglio comunale per una decisione (tra cui anche Cavarzere, la cui maggioranza sarebbe contraria), ciò in quanto, più che di una fusione tra Polacque e il CVS, ritengono che si tratti di una incorporazione da parte della società patavina. I Comuni contrari, con Rovigo in testa, sarebbero Trecenta, Adria, Calto, Crespino, Lusia, Cavarzere e altri, con il 35% delle quote sociali sul 66,6% del capitale sociale necessario per la fusione.

Il solo Comune di Rovigo detiene circa il 17% delle azioni. L’operazione Polacque-CVS, secondo alcuni tecnici, potrebbe anche riuscire, ma uno degli intoppi è il fatto che le tubature di distribuzione dell’acqua potabile di Polacque sono ancora di proprietà dei Comuni che vengono serviti, e quindi non andrebbero a comporre il capitale di Acque Venete, mentre il Centro Servizi Veneto è invece proprietario delle reti idriche di servizio dei Comuni aderenti alla società. Questo comporterebbe un minore apporto patrimoniale di Polesine Acque. Nonostante i ricavi del CSV nel 2016 siano stati di € 20,5 milioni contro € 18,4 milioni della società polesana, nell’anno precedente sono stati di € 40,5 milioni per la società padovana e € 40,4 milioni per la società polesana: quasi una parità. Si è osservato che sul piano della redditività le due aziende sono quasi sullo stesso piano, mentre in pratica i polesani conterebbero un terzo rispetto ai padovani del CSV. Mentre Polacque conta ancora sul servizio pubblico dell’acqua, con introiti sicuri fino al 2038, l’affidamento del servizio al Centro Servizi Veneto scadrà nel 2026. Pure per questo motivo, secondo diversi comuni polesani contrari alla fusione, Polacque dovrebbe contare di più nella nuova, prospettata società Acque Venete. O crearne una di nuova con pari valore tra le due società fondatrici. Intanto la società Polesine Acque, su richiesta del sindaco adriese Massimo Barbujani, ha smentito inquinamenti dell’acqua da Pfas precisando, con l’apporto dell’Ulss rodigina, che “tutti i valori sono molto al di sotto della norma”. Una comunicazione in proposito è giunta anche al sindaco di Cavarzere, smentendo gli allarmismi diffusi da qualche fonte, definiti una bufala.

R. Ferrarese