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Festa di tutte le mamme

Una ricorrenza particolarmente sentita

mamme

Madresìa è una gentile parola del vocabolario chioggiotto, inesistente in quello italiano, e ricordata in un articoletto dal titolo “Buona fortuna, madresìa”, pubblicato in “Nuova Scintilla” del 13.8.1965 dal noto poeta dialettale prof. Domenico Perini (1913-1975) in occasione della notizia dell’inserimento di questa parola nel vocabolario della lingua italiana da parte del linguista Bruno Migliorini (1876-1995). Cosa indica il vocabolo “madresìa”? Ce lo spiega il compianto prof. Manlio Cortelazzo, notissimo dialettologo: “Atto di affetto materno, affetto, gentilezza, una di quelle intraducibili parole dialettali, che è assente nel vocabolario italiano, e che potrebbe essere benissimo introdotta, per la sua particolare sfumatura semantica, nel comune vocabolario italiano”.

La citazione viene quanto mai opportuna in occasione della moderna “Festa della mamma”, che si celebra ogni anno la seconda domenica di maggio. Tornando alla nostra Chioggia, occorre ribadire che nell’animo chioggiotto è sempre stato così vivo l’amore materno da aver indotto il popolo addirittura a coniare una parola ad hoc per esprimere la quale in italiano occorre ricorrere ad una perifrasi. Famose sono le ninne nanne cantate un tempo dalle madri chioggiotte ai loro pargoli come quella riportata in una sua pubblicazione da G. D. Nardo o quella di don Giovanni Lombardo, di cui Umberto Marcato ha scritto: “La madre (…) esegue una ammirabile variazione ritmica composta di distici di versi endecasillabi a rime baciate e richiamate con rima o assonanza a metà del verso successivo mediante un gioco poetico che si chiama “enjambement”.(…) Il Lombardo è certamente capace di far coagulare in questa ingegnosa trama di versi ritmati e rimati i più elementari ed eterni sentimenti dell’amore materno. È una dolcissima cantilena tutta e solo chioggiotta. Di acquisito non c’è che il ritornello”.

Viene spontaneo chiedersi in questa seconda domenica di maggio quali siano le origini della cosiddetta Festa della mamma. Essa ha origini, secondo alcuni “storici”, addirittura dalle popolazioni politeiste, che si rifacevano al culto della Madre Terra e celebravano le divinità femminili legate alla rinascita della natura in primavera. Per i Greci era Rea, la madre di tutti gli dei, la grande genitrice. Presso i Romani era Cibèle, la divinità simbolo della natura e di tutte le madri. Questa festa in Inghilterra trova le sue origini nel XVII secolo: la festività era chiamata “Mothering Sunday” e coincideva con la 4ª domenica di quaresima, una tradizione, a quanto pare, che ancora oggi sopravvive in Inghilterra, dove è conosciuta come “Mother’s Day” (Giorno della mamma), al punto che l’allora presidente degli Usa, Woodrow Wilson, nel 1914 istituì il “Mother’s Day” stabilendo una data fissa, la 2ª domenica di maggio, come detto. È da notare che questa data cambia in altri paesi mentre è comune in quasi tutti quelli europei.

Questa Festa trova proprio negli Stati Uniti la sua origine, allorchè nel 1870 Julia Ward Howe, un’attivista pacifista, propose l’istituzione del suddetto “Mother’s Day”. Un altro nome legato all’origine della festività è quello di Anna M. Jarvis, che si batté per l’istituzione di una festa in onore di tutte le vittime della guerra civile americana, cosicché nel maggio del 1908 nel Massachusetts, venne celebrata la prima festa della mamma.

In Italia la festa della mamma ha, a dire il vero, anche origini religiose. Infatti per la prima volta il 12 maggio 1957 don Otello Migliosi, un sacerdote del borgo di Tordibetto in Assisi, festeggiò la mamma, che viene a tutt’oggi ricordata con particolare fervore. Altro pioniere della Festa era stato il senatore e sindaco di Bordighera Raul Zaccari, che istituì il primo festeggiamento nel 1956. In Italia questa festa ha un altro precedente storico, che risale all’epoca fascista, allorchè Mussolini istituì la Giornata nazionale della madre e del fanciullo fissandola al 24 dicembre 1933 nel quadro della politica della famiglia del governo fascista: essa fu fatta coincidere con il Natale. Nell’occasione vennero premiate le madri più prolifiche d’Italia.

La festa prese campo in tutta Italia ed è tuttora particolarmente sentita. Tradizione vuole che le mamme siano omaggiate con coloratissimi fiori. L’azalea è uno dei simboli floreali più forti e più importanti di questa giornata dedicata a tutte le madri.

E a tutte le mamme dedichiamo la citata bellissima “Nina nana” di don Giovanni Lombardo, una variazione ritmica dedicata a “Mama Livia”.

Angelo Padoan

nuovascintilla editrice

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