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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Cittadini elettori?

di Vincenzo Tosello

ElezioniLe elezioni comunali di domenica scorsa hanno suscitato vari commenti, a volte contraddittori. A parte il fatto che per molti dei comuni più importanti occorrerà attendere i risultati del ballottaggio di domenica 25 giugno, e quindi il giudizio deve restare sospeso - ma gli esclusi dalla contesa hanno comunque di che leccarsi le ferite -, l’impressione generale è che non abbia sicuramente vinto la politica ufficiale, quella cioè che si presenta al vaglio degli elettori, i quali hanno abbondantemente disertato le urne, in misura più alta rispetto alle precedenti consultazioni. Questo infatti è il primo dato emergente (anche nei nostri due comuni bassopolesani, a Taglio di Po e a Porto Viro), che obbliga a riflettere, da una parte, sul tipo di risposte (inadeguate...) che il mondo politico vuole o sa dare alle richieste e alle esigenze dei cittadini, e dall’altra sulla reale disponibilità degli elettori (giudici severi o a volte solo ripiegati sul privato?) a scegliere e collaborare per le soluzioni dei problemi che li assillano anche a livello locale. L’altro dato, conclamato da tutti - tranne, certo, dagli interessati, in questo non dissimili dai vituperati partiti molto restii a riconoscere le sconfitte - è la evidente e clamorosa battuta d’arresto registrata dal Movimento 5 Stelle del comico (ex?) Beppe Grillo.

In molti hanno già gridato all’inizi della fine, o comunque ad un sicuro ridimensionamento in prospettiva di questo “anti-partito” che rivelerebbe tutte le sue magagne e i suoi limiti. Di fatto, occorre dire che le poche prove offerte a livello di amministrazioni locali non sono state all’altezza del compito (e dove lo sono state, i protagonisti, non di rado, sono stati radiati...). Il centro-destra, dal canto suo, esulta rilevando che dove si presenta unito sa ancora vincere: ma sappiamo tutti quanto siano profondamente divise, e su aspetti di non poco conto, le varie anime. Pure il centro-sinistra sottolinea l’efficacia del presentarsi uniti, ma il Pd sembra sempre in altalena tra spinte isolazioniste e volontà di coalizzarsi con le altre frange di sinistra. In realtà - ecco un altro dato - in molti casi a presentarsi nelle comunali sono state coalizioni in cui le sigle dei partiti nemmeno comparivano, forse per la consapevolezza di una persistente “impresentabilità”... L’ottica con cui si guarda ai risultati dell’11 giugno è, impropriamente, anche quella nazionale, vaticinando così un probabile regresso del M5S e un recupero delle altre forze più ...classiche. Ma si sa che alle politiche è tutta un’altra cosa. E, del resto, l’incertezza della data delle elezioni non dà alcuna possibilità di pronostico. Grillo, intanto, cerca di correre ai ripari facendo il mea culpa per l’“eretico” tentativo (poi naufragato) di accordo con gli “altri” sulla legge elettorale e imitando addirittura Salvini sulla linea dura contro gli immigrati. Chi pensa di averlo già messo fuori gioco non s’illuda: finché le altre forze politiche non dimostrano più onestà e concretezza, l’anti-politica non può che svilupparsi, colpendo forse sì anche il M5S, se reo di omologazione, ma soprattutto ingrossando le file degli astensionisti, il che non promette nulla di buono per la democrazia.

V.  T.