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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Attualità

Italia meno popolata

Gli italiani del futuro

Le previsioni Istat ci prospettano un’Italia più vecchia e meno popolata

adulti-bambiniSaremo di meno in Italia tra 50 anni probabilmente. A eccezione di grandi sconvolgimenti sarà più facile incontrare degli italiani anziani, piuttosto che bambini. Il Sud dello stivale sarà meno abitato del Centro e del Nord e forse si potrà incontrare qualche cittadino straniero in più. La composizione demografica è importante perché fornisce una base su cui si costruisce una società. Sono dunque di forte interesse le previsioni Istat su “Il futuro demografico del Paese” che stimano l’andamento della popolazione e della sua morfologia da oggi al 2065. Si offrono degli scenari possibili a partire dall’esame di quel che è accaduto finora. La prima indicazione è l’alta probabilità di una diminuzione della popolazione che dagli oltre 60 milioni di persone del 2016 passerà da un minimo di 46,1 milioni a un massimo di 61,5. Una forchetta ampia, ma i ricercatori osservano che lo scenario che presenta la prospettiva di crescere non supera il 7% delle probabilità. Non sarà impossibile ma parecchio difficile.

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Ambiguità e nodi problematici

BIOTESTAMENTO. Intervista ad Alberto Gambino di Scienza&Vita

Un testo ambiguo che in diversi punti consente ampia discrezionalità interpretativa, considera alimentazione e idratazione artificiale come trattamenti sanitari, “apre” all’abbandono terapeutico, non riconosce il diritto del medico all’obiezione di coscienza. Alberto Gambino, presidente di Scienza & Vita, non fa sconti al disegno di legge sulle Dat approvato il 20 aprile a Montecitorio e auspica emendamenti migliorativi nel passaggio al Senato.

Biotestamento-votoCon 326 voti favorevoli, 37 contrari e 4 astenuti, il 20 aprile la Camera ha approvato il ddl 1142 sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) che dovrà passare in seconda lettura al Senato. Un testo, ha puntualizzato il cardinale presidente della Cei Angelo Bagnasco in un’intervista al quotidiano “la Repubblica”, “nel quale non possiamo riconoscerci”, che “rischia di aprire derive pericolose”. Vari sono gli aspetti problematici. Ma c’è anche un elemento positivo.

Nelle Dat c’è divieto d’accanimento terapeutico...

Ma il divieto di interventi sproporzionati, futili, inappropriati, che sta alla base di ogni buona pratica clinica è già contenuto nel Codice di deontologia medica.

Dov’è allora la novità?

Nel fatto che il testo introduce il dovere del medico di “astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure” in caso di paziente con “prognosi infausta a breve termine” o di “imminenza di morte”. Il concetto di “ostinazione irragionevole” non possiede però l’oggettività necessaria ad un testo di legge e potrà essere suscettibile di una molteplicità di interpretazioni soggettive, sia da parte del medico sia da parte della giurisprudenza.

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def e crisi

Le implicazioni sociali

Giovannini: “La crescita economica, da sola, non risolverà i nostri problemi”

GiovanniniEnrico Giovannini (nella foto) è ordinario di statistica economica all’Università di Roma “Tor Vergata” e portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Ma è stato anche presidente dell’Istat e ministro del Lavoro e delle politiche sociali. Dunque un interlocutore privilegiato per commentare il Documento di economia e finanza (Def) del governo, con uno sguardo particolare per le sue implicazioni sociali.
Come valuta il Def del governo Gentiloni? E in che rapporto lo vede con le scelte dei governi precedenti?
Questo Def conferma da molti punti di vista l’impianto dei precedenti, soprattutto in quanto cerca di restare sul crinale difficile che corre tra impegni di risanamento finanziario e esigenze di stimolo alla crescita.

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