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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Attualità

Scuola, riforme e assunzioni

Basteranno le assunzioni previste?

La trattativa fra Miur e Mef lascia il sospetto della solita “coperta corta”

scuolaManifestazione in piazza, il cronista chiede quanti siano i partecipanti: 10.000 secondo gli organizzatori; 2.000, secondo la Prefettura. È, questa, una battuta ben conosciuta nelle redazioni dei giornali, con i numeri e le fonti che configgono. Viene alla mente a proposito della vicenda dei 15.100 posti di ruolo nella scuola “guadagnati” dal ministero dell’Istruzione (Miur) dopo un lungo braccio di ferro con il ministero dell’Economia (Mef). Già, perché per Viale Trastevere il fabbisogno stimato era ben più alto, e si assestava a 25.000 cattedre da assegnare. Solo 10.000 erano invece quelle calcolate dal Mef. Alla fine è stata raggiunta l’intesa sulla trasformazione di 15.100 posti dell’organico di fatto, assegnati ogni anno a supplenti, in altrettanti posti dell’organico di diritto da coprire con docenti di ruolo con contratti a tempo indeterminato. La norma era stata inserita in legge di Bilancio, con l’indicazione dei fondi a disposizione (140 milioni di euro nel 2017 e 400 milioni nel 2018) ma senza una precisazione riguardo al numero di posti che potevano trasformarsi in posti stabili. Ai nuovi posti – ha poi spiegato il Miur – si aggiungono quelli rimasti liberi a seguito dei pensionamenti (circa 21.000) e i posti già vacanti e disponibili (circa 16.000). In tutto, quest’anno, saranno dunque a disposizione circa 52.000 posti per le assunzioni a tempo indeterminato.

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Segnali preoccupanti in economia

Quell’aria di tempesta

Si approssimano nubi piuttosto fosche: i segnali ci sono, ma si finge di non vederli

italia-recessione-640x342In mare c’è quel momento in cui le onde s’increspano, il vento si alza, l’aria cambia odore, pure i colori iniziano ad alterarsi. L’occhio non allenato non capisce; quello esperto avverte che sta arrivando una tempesta. Meglio mettersi al riparo.
Ecco: ci sono segnali nell’economia italiana che fanno increspare le onde. Uno su tutti sta togliendo il sonno agli occhi esperti di chi governa l’economia italiana, non solo dal lato politico ma pure da quello finanziario e bancario. Negli ultimi mesi sono spariti dalla circolazione un centinaio di miliardi di euro. Soldi stranieri investiti prevalentemente in titoli di Stato italiano, o in azioni e obbligazioni tricolori. Soldi che non vengono reinvestiti qui e che, piano piano, stanno ritornando a casa, verso lidi più sicuri.

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Ecco cosa cambia

EDITORIA. Via libera del Consiglio dei ministri ai decreti attuativi a sostegno della stampa

EditoriaUn momento storico per l’informazione in Italia, a 35 anni dall’ultimo provvedimento sull’editoria.

Il Consiglio dei ministri, venerdì 5 maggio, su proposta del presidente Paolo Gentiloni e del ministro per lo Sport con delega all’Editoria, Luca Lotti, ha approvato un decreto legislativo che, in attuazione della legge 26 ottobre 2016, n. 198, prevede disposizioni per la ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici. Un intervento più che mai necessario per la sopravvivenza di tanti giornali, soprattutto locali, che garantiscono il pluralismo dell’informazione in Italia.

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