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Settimanale di informazione della diocesi di Chioggia, redazione: Rione Duomo 735 - tel 0415500562 nuovascintilla@gmail.com
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Chiesa e Società

Canonizzazione dei due pastorelli

VIAGGI APOSTOLICI

P. Rosario Fernandez: “Su terzo segreto non c’è più niente da rivelare”

Padre-Nuno-Rosario-FernandesPadre Nuno Rosario Fernandes, direttore del dipartimento di comunicazione del Patriarcato di Lisbona, ci racconta l’atmosfera che si respira alla vigilia del 19° viaggio apostolico internazionale di Papa Francesco. Atteso un milione di persone a Fatima per la canonizzazione dei due pastorelli. Nessuna polemica sul terzo segreto: tutto è già stato rivelato

Padre Nuno Rosario Fernandes, direttore del dipartimento di comunicazione del Patriarcato di Lisbona

Nessuna polemica sul terzo segreto di Fatima. A mettere il silenziatore sul dibattito in merito ad una parte presumibilmente non rivelata di quest’ultimo, reso pubblico da Giovanni Paolo II durante il suo viaggio del 13 maggio 2000, è padre Nuno Rosario Fernandes, direttore del dipartimento di comunicazione del Patriarcato di Lisbona. In questa intervista, ci racconta come si vive nel Santuario portoghese la vigilia dell’arrivo di Papa Francesco, che il 12 e 13 maggio metterà piede per la prima volta in Portogallo per il centenario delle apparizioni della “Signora” e la beatificazione di Francesco e Giacinta Marto, i due pastorelli a cui, insieme a suor Lucia – della quale si è appena chiusa la fase diocesana di beatificazione -, la Madonna si è rivelata. Il 19° viaggio apostolico di Francesco fuori dell’Italia disegnerà un’ulteriore tappa della devozione mariana dimostrata fin dagli inizi del pontificato, e rinnovata anche prima di ogni partenza e dopo ogni ritorno dai suoi viaggi internazionali nella basilica romana di Santa Maria Maggiore. Ad attenderlo nella grande spianata del Santuario ci saranno un milione di persone – tra cui 200 sacerdoti, 71 vescovi e 8 cardinali – per la Messa “a cielo aperto” del 13 maggio, secondo e ultimo giorno del viaggio, che sarà seguito in Portogallo da duemila giornalisti. Alla canonizzazione sarà presente anche il bambino brasiliano miracolato nel marzo 2013, quando aveva 6 anni, per intercessione dei due beati.

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Dopo la visita di Francesco in Egitto

“Si levi il sole di una rinnovata fraternità in nome di Dio”

Papa Egitto 1Si è conclusa con una preghiera ecumenica al Muro dei martiri nella chiesa copta-ortodossa di san Pietro la prima giornata di papa Francesco al Cairo, pellegrino di pace in terra egiziana. Ad accoglierlo il “fratello” grande imam di al-Azhar, Shaykh Ahmad Al-Tayeb, e il presidente al-Sisi. Domani l’abbraccio con la piccola comunità cattolica del Paese
Il nome di Dio è Santo, è pace, è salam. Perciò “solo la pace è santa e nessuna violenza può essere perpetrata in nome di Dio, perché profanerebbe il suo Nome”. Sono le prime parole pronunciate da papa Francesco, pellegrino in terra egiziana. Lo fa rivolgendo il suo primo discorso all’università di al-Azhar, punto di riferimento per tutto il mondo musulmano sunnita. È il primo atto di questo breve ma significativo viaggio di papa Francesco in terra di Egitto. Accanto a lui, c’è il Grande Imam, Shaykh Ahmad Al-Tayeb, che lo ha fortemente voluto al Cairo. E ad ascoltarlo una platea di leader cristiani e musulmani, riuniti per una conferenza internazionale per la pace. Tutto si svolge in un clima di grande stima e amicizia.

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L’unico estremismo ammesso per i credenti è quello della carità

VIAGGIO APOSTOLICO

Papa Francesco in Egitto. L’incontro con la comunità cattolica e gli altri momenti fortemente simgnificativi

Papa-EgittoÈ stato il giorno della festa della minuscola comunità cattolica egiziana, quello del 29 aprile al Cairo. Oltre 25.000 fedeli provenienti da tutto l’Egitto hanno assiepato, sin dall’alba, gli spalti dell’“Air Defense Stadium”, lo stadio dell’aeronautica militare, dove Papa Francesco ha celebrato la messa, l’unica del suo breve viaggio nella capitale egiziana. Forte il messaggio lanciato ai cattolici locali che in Egitto, Paese a stragrande maggioranza islamica, sono poco meno di 300.000, un’esigua minoranza all’interno della minoranza copto-ortodossa che pure conta circa 12 milioni di fedeli: “Dio gradisce solo la fede professata con la vita, perché l’unico estremismo ammesso per i credenti è quello della carità! Qualsiasi altro estremismo non viene da Dio e non piace a Lui!”. Un “messaggio” che acquista rilievo particolare perché lanciato in una terra dove il terrorismo ha messo da tempo, ormai, i cristiani nel mirino, vittime di una lunga scia di attentati che hanno provocato decine e decine di morti.

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